PROGETTO ORLANDO GUSTOSO

L’adolescenza, collocandosi nello spazio fra la fase della fanciullezza e la fase adulta, si configura come un periodo caratterizzato da un diffuso senso di inadeguatezza personale, dove la stima di sé rappresenta un elemento cardine che dirige ogni azione dell’adolescente, il quale mira continuamente a ridefinire se stesso e a costruire un’immagine di sé sempre più stabile.
Tale identità deve però necessariamente passare al vaglio e all’approvazione dei pari, altrettanto impegnati nella medesima ricerca per rappresentare un sostegno per gli individui più fragili ed in possesso di strumenti meno adeguati per affrontare questa sfida. Questo può in alcuni casi costituire la base che, insieme ad altri fattori di rischio, può condurre ad una fase di scompenso, inteso come momentanea perdita della
stabilità e dell’equilibrio psichico.
Oggi i servizi socio-sanitari si trovano sempre più spesso a confronto con problematiche che riguardano la fase della pre-adolescenza e dell’adolescenza.
In generale si assiste ad un aumento dei casi di Disturbo della condotta e del comportamento dovuti a fattori psicosociali. Ad una base psicologica si può innestare una combinazione multi-fattoriale. Il caso dei preadolescenti e degli adolescenti affetti da problematiche complesse (disagio sociale, spesso causato da carenze familiari, intrecciato a patologie psichiche) che possono implicare potenziali devianze, è dunque molto evidente.
L’attuale modello “pluri-istituzionale” e “pluri-professionale” riconosce, parallelamente ai percorsi di cura, all’accoglimento in ospedale e all’eventuale passaggio in comunità terapeutiche e riabilitative, l’importanza di un lavoro educativo a livello territoriale, che mira ad un miglioramento delle relazioni all’interno della famiglia e dell’ambiente sociale e per creare opportunità di crescita positiva.

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