Un progetto per rifiorire

PROGETTO
“L’Orlando Fiorito: Un progetto per Rifiorire” nasce come germoglio del progetto “Un progetto per ricucire”, realizzato presso L’Orlando Furioso, laboratorio di sartoria sito in Via Le Chiuse 6 a Torino.

Così come L’Orlando Furioso,  il progetto nasce dall’idea di intendere il “recupero” in maniera allargata. La cooperativa Altra Mente da anni si occupa infatti di disagio sociale, in particolare in riferimento alle patologie psichiatriche: in sartoria, in orari definiti, si svolge un progetto riabilitativo, di formazione pre-professionale e di reinserimento nel sociale di donne che hanno, o hanno avuto, difficoltà psichiche ed emotive tali da rendere necessario un accesso ai centri di salute mentale di zona.

In sintesi “Un Progetto per Rifiorire” ha come aree di intervento la reintegrazione sociale delle fasce deboli, l’acquisizione di competenze professionali, la gestione dell’impiego lavorativo nel contesto della malattia mentale.

DESTINATARI
I destinatari di questo progetto sono uomini e donne seguiti dai Servizi di Salute Mentale, per un totale di 4 posti. Il progetto è indirizzato a persone che abbiano motivazione per l’apprendimento di competenze nell’ambito dei fiori e delle piante, intese come base di un possibile impiego futuro.

OBIETTIVI
Esperire la propria capacità di mantenere un impegno, realizzare un prodotto, conservare e sviluppare abilità cognitive, sono di per sé obbiettivi terapeutici importanti in un percorso di cura complesso come quello delle patologie psichiatriche.

In sintesi gli obiettivi che ci proponiamo di perseguire in questo laboratorio sono:

promuovere e sostenere l’integrazione sociale di persone svantaggiate, attraverso l’acquisizione di un ruolo sociale; favorire il contatto tra i due poli “abili-disabili” verso il superamento di stigma e pregiudizio; promuovere interventi di sensibilizzazione nei confronti del disagio psichico, attraverso la possibilità di conoscere concretamente le persone con disturbo psichiatrico, rendendo visibili le loro abilità e potenzialità sociali e produttive; aiutare le pazienti ad apprendere, o riapprendere, abilità cognitive e manuali, indispensabili al lavoro e per l’autonomia sociale; supportare le donne inserite nell’attività ad acquisire costanza nell’impegno, condizione necessaria per il mantenimento di un futuro lavoro; sostenere le pazienti nella gestione della patologia psichica, laddove questa condiziona il mantenimento del lavoro, si tratta di aiutare la paziente a leggere nell’ambito lavorativo le difficoltà inerenti la propria malattia ed imparare a gestire le crisi anche in questo ambito; stimolare nuove competenze che possano essere finalizzate ad un’assunzione lavorativa, ma anche fruibili nel contesto domestico; orientare le pazienti, laddove vi siano i requisiti necessari ed il loro interesse verso altre opportunità lavorative/formative esterne.

METODO DI LAVORO
I destinatari del progetto sono accolti in un piccolo gruppo di quattro persone, così articolati:

Questa attività è condotta da un professionista agricoltore e un educatore presenti ad ogni incontro. Una psicologa è presente una volta ogni 15 giorni per la conduzione dei gruppi motivazionali inerenti le tematiche lavorative e per la gestione di casi specifici.
Il progetto è sottoposto ad una supervisione clinica ed organizzativa periodica.

PERCORSO FORMATIVO
Il progetto, dal punto di vista pratico prevede delle ore di laboratorio, in cui i partecipanti imparano a prendersi cura, a conoscere piante e fiori e a “lavorarli”, a seconda del luogo di lavoro nel quale si svolge il laboratorio.

Inizieranno dedicandosi a piccole composizioni. Successivamente, il percorso prevede l’acquisizione di competenze inerenti l’arredamento di terrazzi e giardini attraverso le piante e tutto ciò che è connesso a tale attività (irrigazione ecc.), nonché la preparazione di allestimenti per matrimoni ed eventi. Progressivamente, e secondo le possibilità di ciascuno, ci si inoltrerà nella Conoscenza di strumenti professionali, conoscenza e utilizzo della spugna idrofila conoscenza e utilizzo di vari contenitori per forma e colore.

Si approfondiranno elementi di botanica: conoscenza, pulizia, e conservazione dei fiori, conoscenza delle forme semplici dei fiori, conoscenza delle strutture delle foglie, conoscenza del carattere e delle caratteristiche del fiore. Elementi base di composizione. Conoscenza delle forme passive e forme attive. Morfologia della piante. Aria, acqua, luce. Conoscenza degli elementi nutritivi e concimazione. Manutenzione delle piante ornamentali. Conoscenza compositiva delle piante. Conoscenza della tecnica del mazzo legato. Teoria e tecnica della composizione: colore, proporzioni, prospettiva, altezza e ritmo. Infine, si giungerà a approcciare tecniche avanzate: la ferrettatura di fiori e fogli, tecnica di assemblaggio, costruzioni di strutture e composizioni complesse, arte nuziale, progettazione e pratica per un allestimento floreale.

PERCORSO TERAPEUTICO E RIABILITATIVO
I gruppi si svolgono con la presenza di un educatore e di una psicologa che agevolano le interazioni del gruppo e aiutano a gestire eventuali momenti di crisi, difficoltà o profondo sconforto. Inoltre si svolgono dei gruppi quindicinali per poter parlare della propria esperienza in un contesto lavorativo e di come dedicarsi a compiti pratici possa essere più o meno difficile a seconda dello stato dell’umore.

La partecipazione a questo progetto aiuta i pazienti al recupero e allo sviluppo di abilità cognitive quali: attenzione, capacità mnesiche, capacità logico-matematiche e geometriche e capacità di apprendimento; mentre il processo di progettazione e di creazione di composizioni floreali e strutture accresce l’autostima e la consapevolezza dei propri limiti sulla base del miglioramento dell’esame di realtà.

Due volte al mese si svolge un gruppo motivazionale, condotto da una psicologa con la partecipazione dell’agricoltore e dell’educatore, allo scopo di sostenere e di elaborare l’esperienza in corso, favorendo il confronto tra tutte le persone impegnate nel progetto. Periodicamente e su richiesta, i referenti dell’attività relazionano all’équipe di competenza circa l’andamento clinico e riabilitativo dei pazienti impegnate nel progetto, al fine di favorire un percorso integrato .

DURATA
Il progetto dura 1 anno rinnovabile per 1 anno, per un totale di massimo 2 anni, per dare la possibilità di usufruire di questa risorsa per un numero maggiore di pazienti, considerato il fatto che il drop-out all’attività su base volontaria è di solito molto basso.

ACCESSO AL PROGETTO
Per accedere al progetto è necessario mettersi in contatto con il dr Davide Monopoli.

In particolare, per gli interventi a favore di utenti seguiti dalle istituzioni pubbliche o private di cura, saranno svolti alcuni incontri preliminari con il paziente e con la stessa rete dei curanti. Si svolgerà un periodo di osservazione/valutazione: se tale periodo darà le conferme desiderate il progetto durerà un anno, eventualmente rinnovabile, con momenti di confronto con l’èquipe curante. Il monitoraggio consentirà all’èquipe di valutare le potenzialità, l’interesse, le motivazioni e le condizioni cliniche di pazienti, in una prospettiva di lavoro esterno, in luoghi “non protetti”.

LUOGO
L’attività si svolge in luoghi aperti al pubblico ed inseriti nel territorio quali vivai, piccole aziende agricole, negozi di fiori, giardini, terreni: questa dimensione di spazio neutro offre enormi possibilità dal punto di vista terapeutico. I pazienti si trovano, infatti, confrontati in prima battuta con le richiesta di un personale che non si relaziona con gli aspetti della malattia, ma con le risorse residue e le esigenze professionali. La mediazione dell’educatore, dello psicologo ed un percorso formativo facilitato, così come l’elasticità delle regole, sono gli aspetti che rendono “protetto” il contesto lavorativo.

Per informazioni sul progetto: dr. Antonello Raciti 392.544619